“Ultimo Atto”

The Poem

Tratto da “Maree Oniriche” (2016) Streetlib Publishing

Ho divelto lo sterno per prendere aria.
Al preambolo muore il poeta di turno
Sebbene il pianissimo ora non varia:
L’orchestra si scalda e s’illumina a giorno,
Ripeto il copione, sbagliando le frasi,
Risponde il teatro battendo le mani,
Da dietro le quinte sguinzagliano i cani
E sono già carne per stampa e scrittori.

Divento diverso, di versi non campo.
All’epilogo vogliono un corpo in un campo
Sebbene mi vestano bianco da santo
Rimango tra i vermi e pannelli di amianto.
Mi scordo il copione, improvviso da capo,
Risponde il teatro alzandosi in piedi,
Dal palco una freccia di luce, poi parlo
“La vita ti supera quando ti siedi.”

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