“Ultimatum”

The Poem

Tratto da “Maree Oniriche” (2016) Streetlib Publishing

La tempia alla portiera pulsa
E il tempo questa sera passa
Più lento, ho la pittura in tasca
E un pennello, ho già nera la testa:

Confondiamoci, ti prego, con la notte,
Non ho voglia di pensare ai tuoi domani
Ma di ridere e pisciare sui lampioni
Coi barboni che minacciano le botte.

Sono anni che non scappi dal tuo letto
E troppi altri che non fumi uno spinello,
Sono anni che mi tieni zitto in stallo
E che mi preghi “Almeno oggi fai l’adulto!”

Ma che cambia se ti porto via una sera
Se domani ti rituffi negli armadi?
Dubbia sui Cavalli, sugli Armani,
Non ti accorgi manco della primavera.

Ti parlavo dei decenni della vita,
Quella vera, con una bandana in fronte
E qualche insulto da gridare troppo forte
In faccia a stronzi come noi – ma in divisa.

M’insegnavi dei poeti più felici
Anche se in fondo forse non ne conoscevi
Ma era facile arrossire stando in piedi
Ore immerso in quel che ora non dici.

Confondiamoci col nulla per due ore
E poi ti lascio ritornare sul ciliegio
Levigato dal tuo braccio e dall’impiego
Senz’anima che ti ha dato tuo padre.

Forse, anzi davvero, lo sapevo già da casa
Che oltre me anche il tuo senno stai perdendo,
Io che t’amavo sopra ogni altra cosa,
Dopo dieci anni mi sa ch’ora io m’arrendo.

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