“Paradossi Partorienti”

Liscio Come L’Odio #1

A mia mamma si ruppero le acque mentre andava in bicicletta. Si pensò subito ad un parto pedalico. D’altronde pedalare senza sellino non era consigliato.

Photo by Philipp M on Pexels.com
Continua a leggere ““Paradossi Partorienti””

Stanza 101

The Story

La vecchia porta in legno si aprì scricchiolando rumorosamente. La luce del corridoio sporcava appena la penombra della stanza mentre la mano di Michael cercava l’interruttore sul muro scorrendo con le dita lungo la ruvida carta da parati. I suoi occhi si socchiusero mentre il grosso lampadario illuminava il suo riparo per la notte, poi, con un grosso sospiro, entrò.

Photo by Tim Savage on Pexels.com
Continua a leggere “Stanza 101”

Casa

The Story

Il paesaggio oltre lo sporco vetro del finestrino cominciava a essere sempre più familiare. Sadie Warren aveva la fronte schiacciata su di esso e il frastuono quasi cardiaco del treno l’aveva ipnotizzata e accompagnata in un groviglio di ricordi e pensieri.

Photo by Aphiwat chuangchoem on Pexels.com
Continua a leggere “Casa”

Primo Giorno

The Story

Un debole raggio di sole filtrò dalla struttura in metallo grigio della stazione e accecò Michael proprio mentre scendeva i gradini del vagone, facendolo quasi inciampare.
Appena posati i piedi sul binario si fermò, a qualche passo dal flusso incontrollabile di persone che continuavano a sciamare fuori dalle porte del treno con passo svelto e volto serio.

Photo by Pixabay on Pexels.com
Continua a leggere “Primo Giorno”

Fulham Road

The Story

Catherine Scout era sempre l’ultima a lasciare l’edificio: aveva il compito di controllare se, a fine giornata, tutti i computer degli impiegati fossero stati utilizzati correttamente e se il programma di controllo dati avesse riscontrato qualche anomalia. In quest’ultimo caso avrebbe dovuto risolvere l’inconveniente prima di poter mettere in stand-by l’intero centro operativo.

Photo by Sheep . on Pexels.com
Continua a leggere “Fulham Road”

Ritardo

The Story

“Maledizione!” esordì Michael mentre gli occhi si posavano sfocati sulla sveglia lampeggiante di fianco a lui. Erano le sei e un quarto e avrebbe dovuto già essere sveglio da mezz’ora: il treno sarebbe partito di lì a diciotto minuti e c’erano dieci minuti fino alla stazione. Cinque se avesse corso. E sapeva già che avrebbe dovuto correre. Si precipitò fuori dal letto e corse ad accendere la macchina del caffè, con tutti i vestiti in mano. Mentre l’apparecchio rumoreggiava sputando caffè bollente a intermittenza, lui si vestiva di fretta sul divano, ringraziando se stesso per aver scelto la sera prima gli abiti da indossare.

Photo by Krivec Ales on Pexels.com
Continua a leggere “Ritardo”

Risveglio

The Story

Quando gli occhi di Kamille si aprirono, le sembrò di essersi appena svegliata
nel letto di casa sua, con la mente che scorreva le cose che avrebbe dovuto fare insieme a
Mak per prepararsi per il viaggio sulla Marianne. Il cielo sopra di lei era azzurro come mai
prima e la sfocatura nei contorni della visuale andava scemando. Come un treno in corsa, il
ricordo degli istanti prima la investì e con un gesto spontaneo tentò di mettersi a sedere; un
dolore lancinante alla schiena le fece stringere i denti e la rigettò indietro. Ora Kamille
stava rivivendo le scene a bordo della Marianne e gli occhi si fissarono vacui
sull’incapacità di realizzare l’accaduto.

Photo by Yigithan Bal on Pexels.com
Continua a leggere “Risveglio”

Esperimenti

The Story

Il plotone Nord segnalò il via libera con il fumogeno verde, sebbene l’assenza
di esplosioni e urla nei dieci minuti precedenti non avesse fatto preoccupare il plotone
Ovest che ora, dopo il bengala colorato, si sarebbe apprestato a stringere verso il costone
della montagna per raggiungere i compagni. Visibile nel cielo, parzialmente coperto dai
rami e da qualche sbuffo di vapore, il dirigibile direttivo del comandante Thelir
illuminava, con il grosso faro, il punto d’incontro.

Photo by Snapwire on Pexels.com
Continua a leggere “Esperimenti”

Indizi

The Story

I gomiti appoggiati sul freddo metallo della ringhiera cominciavano a patire il peso del
professor Carrier e lo costrinsero a distogliere lo sguardo dai pesci annoiati che si
trascinavano lenti vicino ai pilastri del ponte. Tirò giù le maniche della camicia fino al
polso e riabbottonò i polsini; si era scordato l’orologio quella mattina, nella fretta di
riuscire a non perdere un secondo dell’ultimo giorno di lezione prima del weekend.

Continua a leggere “Indizi”

Marianne

The Story

18 aprile 1912

«Kamille, avevi mai visto niente del genere?” disse Mak dopo quasi mezz’ora dall’inizio
del viaggio. La ragazza tolse lo sguardo dal finestrino e si voltò sorridendo per rispondere
ma non riuscì a dire nulla. Entrambi tornarono a guardare oltre il vetro.
L’Airship Marianne II stava sorvolando a velocità moderata le campagne settentrionali e
il forte rumore delle eliche posteriori pareva non turbare nessuno a bordo, sebbene
l’assistente di volo fosse costretta a sporgere l’orecchio e chiedere chiarimenti più volte
quando un passeggero le domandava qualcosa.

Continua a leggere “Marianne”