Hohensalzburg

The Story

Salisburgo, 1541
Sotterranei della Fortezza Hohensalzburg

«Cominciavo a chiedermi se le mie indicazioni non fossero state troppo sintetiche…» iniziò la voce nel buio della cripta, accompagnando il cigolio della porta in legno malconcia. Due sagome presero forma sull’uscio illuminato solo da due grossi e deboli ceri ai lati della stanza.
«Il nauseante odore della tua colonia impregnava tutto il cunicolo: era impossibile perdersi.» disse una delle figure appena entrate, con un accento palesemente straniero.
Al fondo della fredda cripta in pietra, una sedia in legno strisciò sul pavimento ghiaioso e l’ombra di un uomo si schiariva alle tenue fiammelle delle candele: il volto si colorò di un rosa pallido, le folte ciglia aggrottate erano sospese su occhi vitrei e seri, lontani dal piccolo naso rosso e dalla bianca bocca contratta in una smorfia.

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Cloutpark

The Story

Quando l’ombra nera apparì intorno al contorno in legno della porta della taverna, il silenziò cadde lungo i tavoli e sulle facce dei commensali si dipinse un’espressione di indisposizione e timore. La reputazione di Helmut Vinker lo precedeva in ogni anfratto della nazione. Conosciuto anche con il soprannome più che adeguato “la Macchina da Morte”, l’energumeno aveva imparato ad apprezzare ogni sfaccettatura malvagia e non vera a riguardo. I contorni fisici dell’uomo si delineavano lentamente mentre i deboli raggi rosati del tramonto penetravano dalle finestre sporche del Cloutpark, sporcando l’alone di buio che si trascinava addosso. Il lungo e spesso mantello polveroso che teneva sulle spalle dondolava a ogni pesante passo e un tintinnìo ferroso soffocava sotto gli strati di tessuto che gli coprivano il corpo, dal collo a metà coscia.

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Il Mercato di Newlee

The Story

Il dissestato viale di sampietrini si snodava tra le strette viuzze del paesino, abbracciando ogni anfratto, tra un germoglio verde che sbucava dalle fessure e un mozzicone di sigaretta che ancora non aveva sentito addosso le suole delle scarpe dei passanti. Il mattino era tiepido, velato di cotone grigiastro dalle sfumature pesca che andavano pian piano a cancellare dal cielo lo spicchio di luna.

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I Titani di Chesterfled

The Story

Dal bordo del precipizio, Klaus osservava la distesa fumante di ciottoli rossicci che pareva perdersi fino all’orizzonte, soffocato da una nebbia grigia, densa e macabra. Frammentati nella nebbia, i contorni dell’armata meccanica sostavano trepidanti, sfoggiando tremolii abbaglianti. Ne scorgeva circa un centinaio: giganti di metallo a quattro ruote, spinati da armi da fuoco, sproporzionati rispetto al resto del paesaggio desertico che li divideva da lui.

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Miraggio

The Story

Intertwining: A French Girl’s Mirage

La riva del fiume brillava tra le minuscole gocce di rugiada sui denti di leone e i riflessi rossastri che l’alba dipingeva sull’acqua ancora assopita. Una brezza fresca accarezzava le guance dei due ragazzi seduti sull’erba umida, avvolti da un silenzio irreale.
Marie vestiva la sua maglietta preferita, a maniche lunghe, con righe orizzontali azzurre e bianche che cadeva fin troppo lunga sopra i jeans strettissimi.
Leonard, invece, aveva indosso solo una t-shirt completamente nera e un paio di pantaloni in cotone bordeaux.
I due fissavano le piccole onde concentriche create dagli insetti che si posavano sulla superficie del corso d’acqua, le parole ancora chiuse nel sonno della breve notte prima.

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