“Sprecare Capodanni”

E un caffè di troppo, troppo tardi
Per confondere l’insonnia per gli affanni
E l’emicrania di venti capodanni,
Di noia, cazzate e petardi,
Long island, lenticchie e bastardi,
Cipria e Carlo Conti
E io tabacco e due accordi
Minori scavati, versi finti
Occhi vitrei, dialoghi spenti
E tasche di iniziative
E d’abitudini recidive
E ritornelli sempre più lenti;
E un caffè annacquato
Di endecasillabi e boria
Che sciacquo con la noia
Insieme al vino mai versato,
A un altro anno sprecato
Nel confuso individualismo
Su cui a lungo ho faticato
Per potarlo in conformismo,
Un blando socialismo
Vivo e sexy
Quanto Craxi,
Io, incoerente, cazzate, arrivismo.
E la sagoma gessata di un delitto
E il profumo delle nostre armi
Ancora incantano il letto
Dove non riesco ad addormentarmi
Dove le schegge di un altro relitto
Ancorato a quel nostro passato
Son more dell’esoso affitto
Che pur pago tutto d’un fiato
E un altro anno è marcito
Sotto il muschio dei ricordi
E altri sogni, stronzi e morti,
Un altro anno che non ho capito
Un altro autunno che m’ha sfinito
Con la demagogia pre-elettorale
Del profumo del temporale
Spiaccicata sul selciato
Con il parka stropicciato
E il mio arsenale
più banale
Per apparire cambiato
E conta al contrario lo schermo
Su fiumi di Franciacorta,
Sull euforia distorta
Oggetto del mio scherno
Ché tuttavia star fermo,
Lucido, mi trascina lontano,
Ché tuttavia andar piano
Ha solo portato l’inverno
E plaid sfilacciati,
Stand-by di affetti,
Ombrelli rotti
E troppi volti scoloriti
Con la satira sconnessa che celi
Tra le vecchie radio nei comodini,
Tra i dipinti di oceani e cieli,
Tra il busto di Fo e una foto di Pertini,
Tra le labbra tue muoversi lievi
Quando reciti Virgilio ed Eco,
Quando mosso dal morso di ieri
Ti ricordo in ogni giorno che spreco.

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