“Senza Sonno”

The Poem

Tratto da “Maree Oniriche” (2016) Streetlib Publishing

Senza sonno preparo il divano,
Sulla guancia calcata una mano,
Sulla pancia appoggiato il cuscino
E fiabe di noia mi stringono piano
Ma la luna l’attendo un po’ invano
Mentre il sole sarà ormai lontano,
Sogni e fede rinchiusi in un vano
E un bicchiere di vino ancor pieno
E mi chiedo se non sia malsano
Parlare di Dio ma citando il Corano
Tra un quadro di Klimt e un busto di Giano
Ché ora odio l’aria che respiravamo
E lo canto schiacciando l’avorio del piano.
Ma stare da soli qui dentro fa strano
E sarà l’odore del tuo vecchio profumo
Che intriso tra i fogli mi sembra più amaro.
Ho cento canzoni per dir che t’amavo
Eppure vorrei mi vedessi più sano
Non molto. So, intanto, che stai a Milano
O forse a Canberra o forse sul Nilo;
La Terra mi pare soltanto un puntino.
Ti voglio cercare ma sono già andato
E grido allo specchio, al riflesso di un uomo
Che né io né te conoscevamo.
Sbadiglio, la mente si ferma, fa scalo,
Chissà, forse è più comodo il suolo
Per il rottame che son diventato.
Aveva di nuovo ragione mio nonno.
E vado di nuovo a dormir senza sonno.

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