“Scendo Immobile”

The Poem

Tratto da “Squali Arboricoli” (2014) Streetlib Publishing

2020 edit.

Scendo immobile com[e] per gioco
Quan’ respiro, spontaneo, muore;
Gare di forza di muscoli spenti
I’ sol’un tronco in mezzo al foco,
Variabili attonite alla costanza
Del mio instabile autocontrollo
Ché di crollare fui troppo capace
Or resto in detriti senza sostanza,
Senza un fine, stella o spiaggia
O’e milioni di zattere aspettano
E solo tu che brandisci il remo,
Come il vento, mi sbatte in faccia
Ma non ha senso il rancore
E forse è lecito l’odio
Ma se di odio vogliam parlare
Odiami al punto sia amore.

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