“In Giro con Nonna”

Nel mio paese han tolto la stazione
Ma nonna ancora pare non accorgersene
Mentre, con passo deciso, la porto dal dottore
Che ci parlerà di campagna elettorale

E di quanto abbia bisogno questo vicolo
Di mondo di un poco di modernità
E io e nonna nell’annuire onirico
Di chi detesta la demagogia di città.

Nel mio paese han messo un museo
Nascosto tra due pizzerie fallite;
Noi guardiamo, da fuori, d’oro un trofeo,
Qualche statua e due cornici rovinate

Ma a chi importa qui dell’arte veramente
Quando basta questo cielo terso;
Sì, pare che da qui sia passato Dante
Ma sicuro che quel giorno s’era perso

E nonna ha una lunga lista della spesa
Solo per le medicine per il cuore,
Borbotta qualcosa davanti alla chiesa
Come facea nonno parlando col prete

E lei conosce tutti qui d’intorno
Ma non gioca coi pettegolezzi
Della ciurma, sulla panca che ricordo
Protetta dai vecchi e dai fazzoletti.

Nel mio paese han tolto i calendari
Dopo troppo attendere il Rinascimento
Far capolino dai muretti secolari
Per far un ristorante anche in convento.

Nonna s’accorge che arriva la spuma salata
A bisticciar coi suoi capelli bianco fieno,
Sostiamo da una sua amica studiata
Che storce il naso citando Giordano Bruno.

Le piccole conversazioni inutili
Rimbombano per la strada verso casa
E nonna ignora i miei commenti ironici
Sul giardino della vicina con una sola rosa.

Nel mio paese han tolto tutti i giovani
E tutti gli altri pare non voglian morire;
Ricordi quando m’interrogavi di Sàlgari
E io che pensavo solo, da grande, a partire?

Ma ora che ho più blog che soldi in tasca
T’ascolterei parlar di quella guerra
E aspetterò solo che tu rinasca
Per portarti via con me in Inghilterra.

Noi nella cucina annegata nel silenzio
Della TV che non accendi ché è lo stesso,
Con un piattino in ceramica di Bisanzio
Sorseggiando rumorosamente l’espresso.

Mi chiedi che farò nel pomeriggio oggi
E io che mi vergogno a dir che scrivo
Di te che compri il giornale ma non leggi
Ché è come se lui fosse ancora vivo.

Nel mio paese han tolto oggi, ad aprile,
Le luminarie instabili di Natale.
Il mio paese è immobile e crudele
Come un mimo sbronzo a Carnevale

E nel mio paese han tolto anche le fedi,
Tra i miei caruggi ci si scorda di Dio
Ché come diran tutti se glielo chiedi
“Questo paese inutile è anche mio.”

Photo by mali maeder from Pexels