“Impronte”

The Poem

Tratto da “Squali Arboricoli” (2014) Streetlib Publishing

Impronte,
Mani che sembrano ancora toccare
Il vetro, il cielo,
La fame di aria.
Tavoli di speme;
Deridendomi,
Giaccio nel cuore di un santo
Impiccato di furto;
Ancora osservo lo sgabello;
Lo odio e lo amo,
Ne sento la voglia,
E mani acclamano,
Dita mi prendono,
Mi perforano
E appeso ai polsi di un angelo
Rubo un volo
Solo per lasciarmi cadere
Dove non hanno decenza di farmi morire.

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