“Il Piccione e il Formicaio”

The Poem

Tratto da “Maree Oniriche” (2016) Streetlib Publishing

Il formicaio urla di mattina,
Sembrava presto dal mio cornicione.
Il professore osserva la formalina
Abbracciare un bulbo oculare
Poi lo vedo scender lento le scale
Con risme di carta in mano.

Da quassù vedo le strade
Del formicaio, ingorgo disumano.
Dalla spessa finestra di un piano
Due uomini spenti sul parquet:
Una macchia cremisi sul divano
E due ancor fumanti caffè.

Il formicaio si sporca di nero
E lo fisso un po’ triste, poi penso
Se sia lecito giudicarmi severo
A giudicarmi migliore
Ma son pur sempre un piccione.

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