“Aneddoti”

Resto qui,
Rovinato dai miei aneddoti da bar.
Ricordi la mia pelle d’oca e i tuoi monologhi su Marx?
E’ un vecchio film
Che rivedo in un bicchiere di cognac.
Ricordi la mia voce roca che ora stona?
E il mio rancore è ancora qui
A crogiolare tra le scuse che mi dirò.

Va’ così,
Consumato dal tepore di Amsterdam.
Ricordi la tua pelle ocra e il mio discorrere sul punk?
E forse sì
Che ho sprecato troppa logica in un pub.
Mi tengo la mia testa vuota e qualche strofa
Sul rimpianto e sui cliché
Soffocati dal vociare di un juke-box.

E’ un autogrill
Cesellato da trent’anni di viavai.
Ricordi la camicia bianca che s’intona al tuo foulard?
Quel venerdì
Spiaccicato su una fiacca promenade.
Ricordi la tua vita stanca che mi manca
E il nostro vivere in 3-D
Nella superficialità di un rock ‘n’ roll?

E il tuo ricordo è ancora qui
A giudicare austero ogni mia
Apatia, menzogna,
Il mio cantare di Baudelaire,
Il mio naufragare lento in un caffé.
Prevedibile e banale
E’ il mio ignavo vivere;
Un aneddoto che inizia col perché
Di chi non sa il perché.

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