“Prosecuzioni Azzardate”

tratto da “La Sostenibile Pesantezza dell’Avere” (2014) – 9 e 1 4°

Ho appena avuto un’idea strabiliante!
Chiudere il diario di Dario e Mario che sto leggendo.
No, non lo potrei mai fare.
Ho perso una scommessa, con me stesso.
Non ve l’ho detto prima ma quando sono andato in bagno ho scommesso che, se vincevo
al lancio della moneta, avrei smesso di leggere ma se avessi perso avrei continuato il libro
e lo avrei finito tutto questa notte.

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Allora ho dovuto decidere tra testa o croce.
Ho scelto croce.
Ho preso la moneta dalla comodissima tasca dei boxer e l’ho lanciata in aria.
Mi è caduta nel water.
La considero una brutta sconfitta.
Ad ogni modo ho avuto una grande idea per un film.
Vi descrivo la scena finale.
(Ho deciso che Fluvio sarà il mio personaggio principale)
Allora.
Tribunale.
Musica di tensione.
Il testimone oculista tirava ad indovinare.
Essere oculisti non significa avere per forza una bella vista e cercava di intravedere il
colpevole nell’aula, in quella miriade di corpi sfocati che occupavano le panche.
Poi finalmente gli tolsero gli occhiali.
Non erano i suoi.
“Molto meglio!” esclamò senza parlare e con un gesto quasi istintivo indicò Fluvio Fensore,
scrittore e poeta.
Disoccupato insomma.
Il signor Fensore venne fatto avvicinare al banco degli imputati.
Giurò sulla Bibbia di dire tutta la verità, il che è piuttosto paradossale se ci pensate.
L’avvocato lo martellava di domande.
Il giudice si riprese il suo martelletto e rimproverò l’avvocato.
“Obiezione vostro onore!” gridò il giudice. “Scusate, erano anni che volevo farlo…” la gente
rimase stupita e seduta.
Solo un uomo si alzò.
Era l’avvocato di Fensore.
Di nome e di fatto.
Aveva portato le prove dell’innocenza di Fulvio.
“Nel suo laboratorio di chimica abbiamo trovato le prove. Le provette.” E aprì un
fascicoletto con le provette.
Ma un gruppo di poliziotti infilò in bocca all’avvocato un imbuto e vi versarono dentro 3 litri
di vino. Visibilmente scosso, l’avvocato di Fensore svenne.
Il giudice guardò Fulvio e disse “La sua difesa non regge!”
Fulvio guardò il giudice tirare fuori una roulette da sotto la sua postazione.
“Dichiaro per l’imputato Fulvio Fensore la condanna a sorte! Punti il suo destino in un
round di roulette.”
“23 bianco!” disse Fulvio.
La pallina girò, non in senso metaforico.
18 nero.
Fulvio salutò con lo sguardo i suoi familiari mentre una squadra di agenti lo trascinava via
dall’aula.
Volto pagina.

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