“Libercoli Incongruenti”

tratto da “La Sostenibile Pesantezza dell’Avere” (2014)Capitolo Zero

Sono stato svegliato nel mezzo della notte da un rumore sospetto.
Come se qualcuno avesse rotto un uovo facendolo cadere dal tubo di una grondaia e
facendolo atterrare sopra il procione di turno che scava affamato nel bidone della
spazzatura del mio cortile il quale, spaventandosi, rotola verso il mio cespuglio di more e
filo spinato, amanti pungenti.
Un rumore inconfondibile, soprattutto per chi, come me, ha sempre odiato i procioni di
turno.

Photo by anne sch on Pexels.com

Ad ogni modo, mi alzo, scendo dal letto attento a non inciampare nel ponte levatoio (è un
letto a castello), e mi avvio verso la grondaia.
L’idraulico ha installato una porta per entrare direttamente nella grondaia quando gli ho
fatto notare che il foglio del progetto era stato stampato utilizzando come unità di misura i
metri al posto dei centimetri.
Ora, infatti, mi ritrovo con una grondaia di 4 metri di diametro, che parte dal tetto e scarica
acqua ed erbacce ad Ancona.
Non è mai stato un problema però.
Almeno per me.
Il sindaco di Ancona non la pensa così.
Mi infilo le ciabatte e poi mi ricordo di non avere ciabatte.
Rimuovo gli avanzi del tramezzino dai piedi e vado scalzo fino alla grondaia.
C’è un forte odore di procione e uova. Proprio come sospettavo.
Busso alla porta che porta (porta al quadrato) alla grondaia.
Nessuna risposta.
Meglio; non saprei come reagire se qualcuno da dentro mi rispondesse “Chi è?”.
Entro e osservo.
È tutto molto buio ma per fortuna, l’elettricista mi ha installato una lampadina di due metri,
dentro; era della stessa ditta dell’idraulico.
Tutto pare normale.
Grondaia da tutti i lati, una ragnatela qui in alto, una qui in basso, un vecchio libro appeso a
un gancio, un nido di vespe, un’altra ragn…
Ehi.
Un vecchio libro appeso a un gancio?
Chi mai può avere gettato via per la grondaia un oggetto così?
Ok, un po’ rovinato come gancio, ma può sempre tornare utile.
Decido di andarlo a prendere.
Poi cambio idea e torno dentro.
Chiudendo la porta della grondaia sento un rumore metallico provenire da dietro di me.
Che sia Robocop?
Mi volto.
No, non è Robocop.
Non è mai Robocop in questa casa.
Mi accorgo che l’attaccapanni del bagno ha perso un gancetto.
Toh! Cade a fagiuolo!
Maledetto me che lascio i miei fagiuoli sotto gli accappatoi.
Decido di tornare nella grondaia e prendere il gancio.
In un equilibrio precario, stacco il vecchio libro dal gancio e con un abile gioco di polso, scivolo e rompo il gancio.
Maledizione.
Ora dovrò sperare che ne appaia un altro nelle prossime notti.
Torno dentro casa con il vecchio libro umido e spiegazzato che mi fissa.
Non so con che occhi ma sento il suo gelido fissarmi con aria da libro.
Come non sopporto i libri che ti guardano male.
Mi siedo sulla mia poltrona color blu oltremare, pagata tantissimo, accavallo le gambe ma
la destra subito si agita: mi dimentico sempre che soffre il cavallo e il mal di mare.
Allora mi alzo.
La sinistra obietta ma la destra dice che ha vinto le elezioni in maniera regolare.
Io cerco di essere super partes, il supereroe che non salva i cattivi ma arriva volando sulla
scena del crimine e guarda, giudica da lontano ma in maniera oggettiva e poi trae le sue
conclusioni sul suo blog privato.
“Na na na naaa, Super Partes!!”®
Sono in piedi davanti al camino, la gamba destra sta ancora vomitando acido lattico mentre
il piede sinistro è inquietante.
Coerenza, per un piede sinistro.
Guardo la copertina del vecchio libro che ho trovato nella grondaia, soffio via la polvere ma
così facendo faccio apparire l’orribile immagine di copertina: un tricheco antropomorfo che
si liscia i peli delle ascelle davanti allo specchio di un autogrill abbandonato.
Allora prendo un po’ di polvere dalle mensole e la rimetto sulla copertina del libro.
Apro e leggo la prima pagina.
“Diario di Dario e Mario”.
Sottotitolo: “Solo le mongolfiere possono darsi le arie”.
Sotto-sottotitolo: “Ma vivranno da palloni gonfiati”.
Sebbene io avrei aggiunto una postilla, ma solo perchè adoro farlo, il titolo e gli altri titoli mi
intrigano.
Mi chiedo se valga dei soldi, questo diario.
Sempre che sia un diario.
Volto pagina.
Una pagina completamente bianca con una firma leggibile. Non so da chi però, io non ci
riesco.
Leggibile da chi la scrive forse.
Volto un’altra pagina.
Qua iniziano a scrivere…

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