“Incongruenze Trasportabili”

tratto da “Come Se Non Fosse Successo Niente” (2011) – Capitolo 3 – TBD

Nel weekend sarei dovuto partire per la mia ultima settimana di ferie di quest’anno quindi, qualche giorno prima della partenza, decisi di prepararmi la valigia.
Andai a prendere il trolley nell’armadio, lo misi sul letto e lo aprii.

Uscirono due tarme, un ragno assonnato e tutte le cose che avevo perso negli ultimi sedici anni.
Presi qualche vestito leggero data la stagione calda ma anche una felpa. Non sono quello che si dice un ragazzo fortunato. Presi anche qualche oggetto utile per partire come spazzolino e dentifricio, fazzoletti e castagne.
Provai a chiudere la cerniera.
Niente.
Tolsi un paio di magliette.
Niente.
Tolsi il libro che avevo intenzione di leggere in viaggio.
Niente ancora.
Sbuffai.
Tolsi tutto e provai a chiudere per vedere se magari fosse un problema di zip.
No, tutto ok. Allora misi dentro il costume, solo il costume. Niente. Non si chiudeva.
Ma come?? Cosa parto, con la valigia vuota??
Mi squillò il telefono. Era mia moglie. “Pronto?” esordisco io.
“Che fai?”
“La valigia…”
“No no quello lo so…” mi guardai intorno per vedere se ci fossero telecamere nascoste “…ma dico, cosa stai facendo? Provi a mettere qualcosa in valigia?”
“Beh si, ma ho qualche problema..”
“Devi lasciare qualche spazio nella tua per le mie cose…”
Lei partiva con un bagaglio a mano, una giacca da pescatore per riempire le tasche di trucchi e un bagaglio da riporre nella stiva di circa sessantadue chili. Mi aveva fatto chiedere alla compagnia aerea se fosse possibile attaccare un rimorchio all’aereo per portare qualche cosa di più. Non si sa mai…
“Ma cosa devi prendere ancora?” Chiesi.
Silenzio.
Brutto segno.
Sapevo che aveva appoggiato una mano sul fianco e stava guardando la sua amica con la bocca semi aperta come per dire Ma come si permette?
Mi strofinai gli occhi pentendomi della domanda.
“Innanzitutto stai calmo perchè te l’ho detto ben dodici settimane fa mentre dormivi che avrei avuto bisogno di più spazio…”
“Ma hai già spedito il tuo armadio estivo all’hotel via posta!”
“…dato che devo ancora prendere la tuta antiradiazioni, il costume da carnevale di Lady Gaga, il phon per le sopracciglia, la mia enciclopedia da viaggio in sei volumi…”
Misi il vivavoce e andai a farmi un caffè annuendo di tanto in tanto con un “hm hm”.
Dieci minuti dopo il suo tono di voce sembrava indicare una conclusione.
“….e la sella.”
“Ok…senti facciamo che il mio bagaglio a mano lo riempi di cose tue e tagliamo la testa al tonno, va bene?”
“Bravo.” clic.
Tu tu tu tu tu…
Ma porc…
Va beh, il giorno della partenza mi sarei vestito a strati, almeno dodici, per non occupare spazio in valigia.
Accesi il computer e lessi su internet il finale del libro che avrei voluto portarmi, così da affrettare i tempi. Poi presi dodici pastiglie per il mal d’aria in modo da essere già pronto.
Squillò il telefono.
Di nuovo lei.
“Dimmi…” risposi.
“Chiama quelli del coso là, la signora..come si chiama…che aggiungiamo una valigia nella stiva…”
Aggiungiamo.
“Una valigia in più?”
“La Patty, la Mary e la Sabri mi hanno prestato dei vestiti per la vacanza! Non sono bellissimi?”
Ma che ne so. Non lo vedo per telefono!
“Si….ok.” Chiusi io.
Guardai il ragno uscito prima dal mio trolley che sorseggiava un caffè e ricambiava il mio sguardo con un sentore di pena nei miei confronti.
Solo una settimana e poi si torna a lavoro. Passerà.
Passerà….

Photo by Craig Adderley from Pexels

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