“Black-out, Black-in”

Le lenticchie stufate lasciarono la sala salata dove una salsiera teneva un discorso piccante. Le pannocchie applaudirono così forte da far scoppiare i propri chicchi in croccante popcorn.
Il professor Maio e il suo collega stavano affrontando ora la delicata problematica della gravità sinusoidale.

Quella che si crea nelle narici.
Da cui deriva la famosa sinusite.
Nel mezzo di una frase incomprensibile ai più ci fu un blackout.
Che poi dico, semmai black-in dato che il buio inonda la sala e fuori il sole spacca le pietre e ricompone i massi. 
Nello stesso momento in Australia, ma anche a Singapore, ma soprattutto a Honolulu, ci fu un light out!
Una famiglia di 8 fratelli, 4 sorelle, 3 cani lupi e due padri stava dormendo nel letto, (in uno solo?), e le luci si accesero di colpo.
“Chi ha sparato?” disse il padre numero uno.
“Io” disse il cane lupo.
Che poi il fatto che parlasse era di poca importanza.
Il problema era che aveva una pistola!!!
Loschi figuri si aggiravano nella luce e la famiglia australiana non riusciva a beccarli con tutta quella luce.
Ora la gente si chiederà come facessero a beccarli. 
Col becco. 
A me sembrava ovvio.
Molti spalancarono gli occhi (Alla conferenza, non in Australia).
Gli occhi videro il buio.
Cioè niente. 
Gli occhi videro il niente.
Allora non videro. 
Gli occhi non videro, ma tastarono.
Tastarono l’aria intorno che sapeva di giallognolo.
Ci furono diversi rumori di sabbia che si muoveva e la gente si accorgeva di star pestando le bustine da zucchero.
Ad un certo punto, lo scotch prese la parola, come avesse fatto a trovarla nel black-in nessuno lo sapeva, e non riuscì più a staccarsela di dosso.
Dalla curva nord-est detta Grecale, piovevano insulti su ombrelli di modestia “Lo scotch puzza di alcool!” E lo scotch pianse senza farsi vedere da se stesso.
Tanto era tutto nel black-in.
Intervenne la polizia.
Portò le torce.
E bruciò il salone.
Il sale piccolo pianse per la perdita.
Il rubinetto perse per il pianto.
Il pianto si perse in lontananza tra le brughiere remote, le brughierai, se sei in prima persona singolare.
Non sono singolare ma diciamo che ce ne sono pochi come me.
Poi se sono primo o in zona Champions è da vedere.
Non so dove perché qua la luce non è ancora tornata.
E la prima persona plurale? ma plurale è il cognome o solamente un hobby? “Che fai nel tempo libero?” “Pluro..” suona malissimo!
Ma una radio, nel buio, dava una notizia sconcertante.
“Famiglia di australiani uccisa da un cane lupo. 
Il cane nega.” 

tratto da “Filosofia Spicciola Per Chi Vuole Cambiare” – 2012

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